Ho tra le mani un organo elettronico ELKA presumibilmente del 1971 e sono riuscito a ripristinare l'alimentazione e lo stadio di amplificazione senza troppe difficoltà. (ELKA Consolette (1971) - Parte Prima)
RIVERBERO
Da buon "reverberomane" che sono la tentazione di smanettare o intervenire sulla relativa scheda è forte. Allo stesso tempo il fatto che funzioni però è sufficiente a frenarmi; al massimo proverò ad agire successivamente su i trimmer dato che per un organo mi sembra eccessivo il livello di segnale inviato alle molle.
TASTIERA E CONTATTI
Qui arriva la parte più onerosa in termini di tempo e che richiede non poca attenzione nel compiere manovre.
Ad ogni tasto corrispondono quattro terminali metallici molto sottili, una sorta di aghi azionati meccanicamente dal tasto stesso e collegati sulla matrice di resistenze e diodi. Ogni terminale metallico (o ago) è inserito tra due guide metalliche che scorrono orizzontalmente in modo che l'ago possa compiere movimenti orizzontali operando così la commutazione.
Dato che l'organo in questione possiede quattro ottave è consolante sapere di dover controllare e pulire solo:
4 x 12 x 4 = 192 contatti... che diventano 384 se si tiene conto della doppia guida in cui è inserito ogni ago!
Abbasso quindi tutte le levette della consolle dopo aver disincrostato i relativi contatti e comincio un'opera da artigiano. In effetti è un lavoro metodico che, se affrontato con lo spirito giusto, può risultare anche rilassante.
Piano piano, contatto dopo contatto, i tasti tornano a funzionare in maniera decisa. Uno di questi ha gli aghi letteralmente storti al punto da produrre la nota non appena i contatti sono tornati a condurre. Con un po' di pazienza sistemo anche loro.
Purtroppo mi rendo conto che qualcosa non va: alcuni tasti sembrano non produrre nessun suono o non funzionano come dovrebbero.
A questo punto, preso da un leggero sconforto, non so quale sia il male minore tra un guasto sulla matrice ed uno sugli oscillatori!
ELKA Consolette (1971) - Parte Terza





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